Prof. ERNESTO D’ALFONSO_Recupero dei centri storici della Sardegna tra tradizione e innovazione

La sera del giorno 06 Settembre 2017 ha visto come secondo protagonista il Professore Ernesto D’Alfonso, già Professore Ordinario in composizione architettonica e urbana presso il Politecnico di Milano.
L’intervento del professore si è svolto delineando un articolato dialogo che ha toccato concetti fondamentali dal welfare, ovvero lo status sociale, alla concezione di biografia urbana.
Il professore illustra il concetto di centro storico cittadino riportandoci alla mente l’idea di una sceneggiatura; le corti di Oliena, in questo contesto diventano quinte teatrali che entrano a far parte di quella rete di filamenti, da cui parte il difficile processo di ri-attivazione della città.
Le cortes apertas, riprendendo i concetti dibattuti lo scorso anno assieme al professor Garattini durante la manifestazione “Innesti Urbani”, sono momenti di orgoglio cittadino, che cercano di combattere il fenomeno dell’abbandono, ovvero una sorta di spaesamento temporale.
Affrontare lo spaesamento significa analizzare la biografia urbana del borgo, ritrovando i segni della città storica, riattivando tramite essi il dialogo tra passato, presente e futuro.
La lettura urbana morfotipologica che il centro antico ci consegna è schiettamente conservata nella sua materialità. Nonostante il sistema delle corti sia stato in grado di esprimere il senso culturale della vita quotidiana del paese, nei tempi recenti emerge come questa caratteristica sia sempre meno riconoscibile.
Analizzando il tessuto olienese, aiutandosi con la terminologia figlia della dottrina vitruviana, il prof. D’Alfonso denota una mancanza di euritmia e simmetria nella composizione degli isolati, la carenza di un’armonica distribuzione degli edifici, che non toglie però la possibilità di riscontrare una regola non scritta.
Le lacune riscontrate durante l’analisi del centro storico non minano le potenzialità che esso racchiude. La rigida porzione di recente formazione si presenta carente di una significativa distribuzione e incapace di racchiudere l’immagine che Oliena cerca di delineare.
E’ necessario approfondire il meccanismo e la necessità di riattivazione della città con l’energia progettuale mirata a rivitalizzare il patrimonio storico, utilizzando colori, ricordi, rafforzando le connessioni riscoprendo le tradizioni, limitandone la dismissione simbolica; è fondamentale, quindi, riattivare l’orgoglio in una risposta che sia capace di aprire, non solo conservare.

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